La sansevieria, conosciuta anche come lingua di suocera, è una delle piante da interno più amate perché quasi indistruttibile. Tollera bene la scarsa luce, le annaffiature saltuarie e l’aria secca degli appartamenti moderni. In questo articolo vediamo come curarla al meglio in casa: dall’esposizione corretta alla irrigazione, fino al rinvaso e ai problemi più comuni, per avere sempre foglie sane e decorative con il minimo sforzo.
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Caratteristiche della sansevieria e perché è così resistente
La sansevieria è una pianta succulenta originaria dell’Africa, con foglie erette e carnose che immagazzinano acqua. Questa struttura le permette di resistere a periodi anche lunghi senza irrigazione. Le varietà più diffuse per l’appartamento sono la Sansevieria trifasciata (ora Dracaena trifasciata) e le sue cultivar come ‘Laurentii’ con margini gialli. È considerata la pianta da interni “a prova di principiante” perché sopporta bene piccoli errori di coltivazione e si adatta a diversi ambienti domestici, dal soggiorno all’ufficio.
Esposizione e luce ideale in appartamento
La sansevieria in casa ama la luce, ma non il sole diretto forte sul vetro, che può bruciare le foglie. L’ideale è una luce indiretta luminosa, vicino a una finestra schermata da una tenda leggera. Tollera anche la mezza ombra e può vivere in stanze poco luminose, ma in questo caso crescerà più lentamente e i colori delle foglie saranno meno vivaci. Evita soltanto gli angoli completamente bui. In inverno, se possibile, spostala nei punti più luminosi della casa per compensare la riduzione delle ore di luce naturale.
Irrigazione: quanta acqua dare alla sansevieria
Il segreto per una sansevieria sana è non esagerare con l’acqua. Meglio annaffiare poco che troppo. In primavera ed estate irriga solo quando il terriccio è completamente asciutto in profondità, di solito ogni 10–15 giorni. In autunno e inverno riduci a una volta al mese o anche meno in ambienti freschi. Evita assolutamente i ristagni nel sottovaso e non lasciare mai le radici immerse nell’acqua. Usa un terriccio ben drenante e un vaso con fori di scolo: il marciume radicale è uno dei pochi problemi seri per questa pianta.
Terriccio, rinvaso e concimazione
Per la sansevieria da interno scegli un terriccio per piante grasse o un miscuglio leggero con aggiunta di sabbia o perlite, così l’acqua defluisce rapidamente. Il rinvaso non è frequente: in genere ogni 2–3 anni, quando le radici riempiono completamente il vaso o le foglie spingono contro i bordi. Scegli un contenitore solo poco più grande, perché la pianta preferisce vasi stretti. Durante la bella stagione puoi somministrare un concime liquido per succulente a basso contenuto di azoto ogni 4–6 settimane, sempre su substrato già umido, per sostenere la crescita senza rischiare bruciature alle radici.
Problemi comuni e benefici della sansevieria in casa
Le foglie molli, scure e maleodoranti indicano eccesso di acqua e possibile marciume: in questo caso riduci subito le irrigazioni e controlla le radici. Foglie che ingialliscono possono dipendere da troppa acqua o da colpi di freddo sotto i 10 °C. In casa la sansevieria può essere colpita da cocciniglia, da rimuovere con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o con prodotti specifici. Oltre a essere robusta, è apprezzata come pianta depurativa: vari studi la indicano tra le specie in grado di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria interna, rendendola ideale per camera da letto, studio e ufficio.
In conclusione, la sansevieria in appartamento è una scelta perfetta per chi desidera una pianta da interno resistente, decorativa e a bassa manutenzione. Con una luce indiretta adeguata, poche annaffiature ben dosate, un terriccio drenante e un rinvaso saltuario, questa pianta “indistruttibile” saprà regalarti per anni foglie eleganti e sempre verdi, valorizzando qualsiasi ambiente domestico senza richiedere particolari competenze di giardinaggio.











