La lavanda è una delle piante aromatiche più amate in giardino: profumata, resistente e bellissima anche in piccoli spazi. Per mantenerla sana e piena di fiori è però fondamentale conoscere il giusto periodo di potatura, le tecniche corrette di cimatura e cosa fare con i fiori secchi. Una cura adeguata eviterà cespugli spogli alla base e piante che invecchiano precocemente.
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Quando potare la lavanda: calendario e momenti migliori
La regola generale per la potatura della lavanda prevede due interventi principali. Il primo è una potatura leggera alla fine della fioritura estiva (tra agosto e settembre), accorciando gli steli fiorali e dando una forma compatta al cespuglio. Il secondo è una potatura di mantenimento a fine inverno-inizio primavera (tra fine febbraio e marzo, a seconda della zona), eliminando i rami rovinati dal freddo. Evita potature forti in autunno inoltrato, che lascerebbero la pianta esposta al gelo.
Come potare correttamente: tecniche di taglio e cimatura
Per mantenere la lavanda folta e compatta bisogna potare nel modo giusto. Usa cesoie ben affilate e pulite, e taglia sempre poco sopra una coppia di foglie verdi. È importante non scendere mai nel legno vecchio, grigio e spoglio: la lavanda spesso non ributta da lì. La cimatura degli apici (taglio delle punte giovani) dopo la fioritura stimola la formazione di nuovi getti laterali e una maggiore densità del cespuglio. Meglio preferire più interventi leggeri nel tempo rispetto a una sola potatura drastica.
Irrigazione, esposizione e cure colturali
La lavanda ama il sole pieno: scegli un’esposizione molto luminosa, con almeno 6 ore di luce diretta al giorno. Il terreno ideale è ben drenato, anche sassoso o calcareo, evitando ristagni d’acqua. In piena terra, una volta ben radicata, richiede poche irrigazioni: bagna solo quando il terreno è completamente asciutto. In vaso, invece, serve qualche annaffiatura in più durante l’estate, ma sempre moderata. Un eccesso d’acqua rende la pianta debole, favorisce marciumi radicali e riduce la fioritura.
Potature sbagliate da evitare
Uno degli errori più comuni è la potatura troppo bassa, che entra nel legno vecchio e può compromettere seriamente la pianta. Anche potare in pieno inverno o in periodi di gelo è rischioso, perché i tagli restano esposti al freddo. Evita inoltre di spogliare completamente la lavanda per “ringiovanirla”: è preferibile un rinnovo graduale, tagliando ogni anno solo una parte dei rami più vecchi. Infine, non trascurare per anni la potatura: una lavanda non potata tende a svuotarsi al centro e a diventare legnosa e disordinata.
Cosa fare quando i fiori sono secchi
Quando i fiori di lavanda sono secchi, è il momento ideale per intervenire. Taglia gli steli fiorali appena sotto la spiga secca, raccogliendoli per creare mazzetti profumati o sacchetti per armadi. Eliminare i fiori appassiti evita che la pianta sprechi energie nella produzione di semi e favorisce nuove fioriture nelle varietà rifiorenti. Se i fiori seccano prematuramente, controlla irrigazione, esposizione e presenza di parassiti: potrebbe essere un segnale di stress idrico o di un terreno troppo compatto e umido.
In sintesi, una lavanda bella e longeva si ottiene con potature regolari ma delicate, un’esposizione soleggiata, irrigazioni moderate e una corretta gestione dei fiori secchi. Rispettando il calendario di intervento e evitando i tagli nel legno vecchio, il cespuglio rimarrà compatto, profumato e ricco di spighe viola per molti anni, valorizzando bordure, aiuole e terrazzi.











