L’arrivo dell’autunno non segna la fine dell’orto, anzi: settembre e ottobre sono mesi preziosi per impostare le colture invernali e preparare il terreno alla stagione successiva. Con un buon calendario di semina è possibile raccogliere insalate, spinaci, ravanelli, oltre a impiantare aglio, cipolle, carciofi ed erbe aromatiche che accompagneranno il giardino per molti mesi.
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Preparare il terreno e rispettare le rotazioni colturali
Prima di decidere cosa piantare, è fondamentale lavorare bene il terreno. A fine estate si eliminano i residui delle colture estive (pomodori, zucchine, fagiolini), si estirpano le erbacce e si interrano moderatamente compost maturo o stallatico ben decomposto, evitando eccessi di azoto. È il momento ideale per applicare le rotazioni colturali: mai ripiantare nella stessa aiuola, per almeno 3 anni, ortaggi della stessa famiglia botanica, per limitare malattie e impoverimento del suolo. Dopo solanacee e cucurbitacee, ad esempio, è perfetto inserire insalate, spinaci e cipolle, colture meno esigenti e spesso miglioratrici della struttura del suolo.
Cosa seminare a settembre: insalate, spinaci e ravanelli
A settembre il terreno è ancora caldo e assicura una germinazione rapida. In piena terra si possono seminare diverse lattughe autunnali (romana, cappuccio, gentile), indivie e radicchi, disponendo i semi in file distanziate 25-30 cm. Ottimi anche gli spinaci, che preferiscono un suolo fresco e fertile: si seminano a spaglio o in file ravvicinate e si possono raccogliere a foglia recisa per tutta la stagione. I ravanelli sono perfetti per riempire gli spazi vuoti: ciclo rapido, amano terreni leggeri e lavorati in profondità per evitare radici deformi. Coprendo con un telo non tessuto si anticipano le prime gelate e si proteggono le giovani piantine.
Semine e trapianti di ottobre: aglio, cipolle e carciofi
Ottobre è il mese giusto per impiantare colture che svernano in campo. Si mettono a dimora gli spicchi d’aglio, interrandoli a circa 3-4 cm di profondità con la punta rivolta verso l’alto e distanza di 10 cm sulla fila; preferiscono terreni drenati e non troppo ricchi di azoto. È il momento anche delle cipolle, sia da seme sia tramite piccoli bulbetti: vanno poste su suoli sciolti, evitando aiuole che l’anno precedente hanno ospitato liliacee o porri. Dove il clima è mite, si trapiantano i carciofi mediante carducci o piantine: richiedono terreno profondo, ben concimato e posizione soleggiata, perché resteranno nella stessa parcella per diversi anni.
Erbe aromatiche autunnali e loro consociazioni
Le erbe aromatiche possono essere seminate o trapiantate anche tra settembre e ottobre, scegliendo in base al clima. Prezzemolo, coriandolo e cerfoglio tollerano bene il fresco e gradiscono mezz’ombra nei climi più miti; il rosmarino e la salvia si trapiantano in posizioni soleggiate e drenate per evitare ristagni. Ottime le consociazioni: il prezzemolo fra le file di carote e cipolle migliora l’utilizzo dello spazio; salvia e rosmarino vicino a cavoli e broccoli contribuiscono a tenere lontani alcuni insetti dannosi. Le aromatiche, grazie agli oli essenziali, possono ridurre la pressione di parassiti e aumentare la biodiversità utile in orto.
Gestire gli spazi: orto misto e sfruttare le colture rapide
In autunno conviene pensare a un orto misto che alterni colture lente e veloci. Nelle stesse aiuole dove avete messo aglio e cipolle potete inserire, negli spazi liberi tra le file, ravanelli o piccole insalate da taglio, che verranno raccolti prima che le bulbose ingrossino. Gli spinaci si combinano bene con i cavoli, sfruttando l’ombra leggera delle foglie più alte. Questa gestione “a incastro” permette di avere un suolo sempre coperto, limitando infestanti e lisciviazione dei nutrienti, e garantisce un raccolto continuo anche nei mesi più freddi.
Organizzare l’orto tra settembre e ottobre significa pianificare con cura semina, rotazioni e consociazioni, scegliendo colture adatte al clima e al tipo di terreno. Insalate, spinaci, ravanelli, aglio, cipolle, carciofi ed erbe aromatiche permettono di mantenere vivo l’orto tutto l’anno, migliorando la fertilità del suolo e la biodiversità. Con qualche accorgimento nella preparazione del terreno e nella scelta delle vicinanze tra piante, l’orto autunnale diventa produttivo, sano e pronto a sostenere anche le colture primaverili successive.











