La potatura degli olivi è un intervento fondamentale per mantenere le piante sane, produttive e longeve. Capire quando potare e come eseguire i tagli nel modo corretto permette di evitare stress alla pianta, prevenire malattie e favorire una produzione regolare di olive di qualità. In questo articolo vediamo il periodo migliore, gli strumenti da usare, le tecniche più corrette e gli errori da evitare.
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Periodo migliore per potare gli olivi
Il momento ideale per la potatura dell’olivo è alla fine dell’inverno, tra fine febbraio e aprile, quando il rischio di gelate intense è passato ma la pianta non è ancora in piena ripresa vegetativa. In queste condizioni l’olivo reagisce meglio ai tagli, riducendo il rischio di danni e di attacchi fungini. Nelle zone più fredde è bene attendere ancora qualche settimana, mentre in quelle costiere e miti si può intervenire leggermente prima. Evita di potare in piena estate o durante forti gelate, perché lo stress termico può compromettere la salute della pianta.
Strumenti giusti e norme di sicurezza
Per una potatura efficace servono attrezzi ben affilati e puliti: forbici da pota, seghetto, troncarami e, per piante grandi, un potatore telescopico. L’affilatura garantisce tagli netti, che cicatrizzano più rapidamente, mentre la disinfezione delle lame (con alcol o prodotti specifici) riduce il rischio di trasmettere malattie da una pianta all’altra. Indossa sempre guanti robusti, occhiali protettivi e, se lavori in altezza, utilizza scale stabili e ben posizionate. Non usare mai attrezzi danneggiati o arrugginiti: oltre a rovinare i rami, possono essere pericolosi per chi li maneggia.
Tipi di taglio e principi di base
La potatura dell’olivo si basa su alcuni tagli principali: il taglio di sfoltimento, per eliminare rami secchi, malati o mal posizionati; il taglio di ritorno, che accorcia un ramo riportandolo a una branca laterale più giovane; e il taglio di alleggerimento, che riduce l’eccessiva vegetazione interna. L’obiettivo è creare una chioma ariosa, a “vaso” o a “cono rovesciato”, che permetta il passaggio di luce e aria. Evita tagli troppo vicini al tronco e lascia sempre un leggero “collare” di corteccia per facilitare la cicatrizzazione; i tagli grossi vanno eseguiti inclinati, per evitare ristagni d’acqua.
Errori da evitare nella potatura dell’olivo
Tra gli errori più frequenti c’è la potatura troppo drastica, che lascia la pianta quasi spoglia: questo induce una forte emissione di succhioni e riduce la produzione per diversi anni. Altrettanto sbagliato è non intervenire mai, lasciando la chioma troppo fitta, buia e soggetta a malattie. Evita di eliminare completamente i rami fruttiferi dell’anno precedente e di lasciare monconi che non cicatrizzano. Non potare con il terreno fradicio o dopo piogge prolungate: le ferite restano bagnate più a lungo, favorendo l’ingresso di patogeni.
Come stimolare produzione e salute dell’olivo
Una buona potatura serve a equilibrare vegetazione e produzione. Lascia una giusta quantità di rami di un anno, che sono quelli più produttivi, e rimuovi i succhioni vigorosi che partono dal tronco o dalle branche principali, salvo quelli utili per sostituire rami vecchi. Mantieni l’interno della chioma luminoso: la luce è essenziale per la formazione delle gemme a fiore. Dopo la potatura, è utile abbinare una concimazione equilibrata e un’irrigazione adeguata nelle fasi critiche, così da aiutare la pianta a riprendersi dallo stress dei tagli e a produrre olive sane e abbondanti.
In sintesi, la potatura dell’olivo va programmata alla fine dell’inverno, eseguita con strumenti adeguati e con tagli mirati a sfoltire, alleggerire e ringiovanire la chioma senza eccessi. Evitando gli errori più comuni e rispettando la naturale forma della pianta, si ottengono olivi più sani, facilmente gestibili e con una produzione regolare nel tempo. Un intervento ragionato, anno dopo anno, è il segreto per oliveti longevi e produttivi.











