Coltivare alberi da frutto a spalliera è un ottimo modo per sfruttare al meglio recinzioni e pareti, creando al tempo stesso una barriera verde produttiva e decorativa. Il fine inverno è il momento ideale per progettare e predisporre le strutture di sostegno, prima che meli, peri e altri fruttiferi riprendano la loro attività vegetativa. Una buona impostazione iniziale garantisce piante sane, facilmente gestibili e raccolti abbondanti negli anni.
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Perché scegliere i fruttiferi a spalliera
Gli alberi da frutto a spalliera sono perfetti nei giardini piccoli o lungo i confini, perché permettono di coltivare anche diverse varietà in poco spazio. La forma appiattita facilita la potatura, il controllo delle malattie e la raccolta, oltre a migliorare l’illuminazione dei rami fruttiferi. Disporre le piante contro una parete esposta a sud o ovest aiuta inoltre a creare un microclima più caldo, anticipando la maturazione dei frutti e rendendo possibili anche specie un po’ più esigenti. Fondamentale però è preparare in modo corretto i tutori e la struttura portante, che dovranno sostenere la pianta per molti anni.
Scelta della posizione e delle distanze tra le piante
Prima di piantare, è importante individuare la linea di impianto lungo la recinzione o il muro, tenendo conto sia dell’ingombro futuro delle piante sia dell’esposizione. Per meli e peri allevati a spalliera si consiglia una distanza tra le piante di circa 2,5–3 metri, riducibile a 1,5–2 metri per portinnesti deboli o forme più contenute. È bene lasciare almeno 20–30 cm dal muro per favorire la circolazione d’aria e poter intervenire con facilità. In presenza di reti o staccionate leggere, valutate se utilizzare una struttura indipendente, così da non gravare con il peso dei rami e dei frutti direttamente sulla recinzione.
Struttura di sostegno: pali, fili e materiali
La struttura base per l’allevamento a spalliera prevede pali robusti, in legno trattato o metallo zincato, e una serie di fili orizzontali ai quali ancorare i rami. I pali terminali devono essere ben infissi nel terreno (almeno 50–60 cm) e, se possibile, controventati per resistere alla trazione dei fili. Tra un palo e l’altro la distanza ideale è di 3–4 metri. I fili, in acciaio zincato o materiale plastificato resistente, vanno tesi in orizzontale a diverse altezze: il primo a circa 50–60 cm da terra, poi ogni 40–50 cm fino a raggiungere 1,8–2 metri. Il fine inverno è il momento migliore per montare e tendere i fili, perché non ci sono foglie o frutti che intralciano i lavori.
Impianto dei giovani alberi e primo ancoraggio
Una volta predisposta la struttura, si procede con la messa a dimora dei giovani alberi da frutto, preferibilmente soggetti di uno o due anni innestati su portinnesti deboli, più adatti alla coltivazione in spalliera. La buca va preparata in anticipo, arricchendo il terreno con compost maturo o letame ben decomposto, evitando però il contatto diretto con le radici. Dopo l’impianto, il fusto principale si lega delicatamente al tutore verticale, utilizzando legacci morbidi in gomma o rafia, senza stringere troppo per non danneggiare la corteccia. I futuri rami principali, che costituiranno i bracci della spalliera, verranno via via indirizzati verso i fili orizzontali man mano che cresceranno.
Potatura di formazione e manutenzione nel tempo
La potatura di formazione è essenziale per ottenere una bella spalliera produttiva. A fine inverno, prima del risveglio vegetativo, si accorciano i germogli troppo vigorosi e si scelgono quelli ben posizionati da formare come rami orizzontali lungo i fili. Per meli e peri si possono adottare forme classiche come la palmetta o il cordone orizzontale. Ogni anno sarà necessario un intervento di potatura invernale per mantenere la struttura e una potatura verde estiva per contenere gli eccessi di vegetazione. Controllate regolarmente anche lo stato dei legacci e dei fili, allentandoli o sostituendoli quando iniziano a stringere, così da non strozzare i rami in accrescimento.
Impostare correttamente gli alberi da frutto a spalliera a fine inverno significa gettare le basi per un sistema produttivo ordinato, bello da vedere e facile da gestire. Una buona progettazione della struttura di sostegno, la scelta di distanze adeguate e una corretta potatura di formazione vi permetteranno di sfruttare al massimo recinzioni e pareti, trasformandole in superfici ricche di frutti sani e gustosi per molti anni.











