Il dragoncello è una delle erbe aromatiche più amate dagli chef per il suo profumo intenso e il gusto leggermente anisato, perfetto per salse, carni bianche e pesce. Maggio è il momento ideale per metterlo a dimora, sia nell’orto che sul balcone. In questa guida scopri come scegliere la varietà giusta, quale esposizione preferire, come coltivarlo in piena terra e in vaso, e come raccoglierlo e usarlo al meglio in cucina.
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Varietà di dragoncello: francese o russo?
Quando si parla di coltivare il dragoncello, la prima scelta riguarda la varietà. Il più pregiato è il dragoncello francese (Artemisia dracunculus var. sativa), molto aromatico ma meno rustico e quasi sempre sterile: si moltiplica per divisione dei cespi o per talea. Il dragoncello russo è più resistente al freddo e si riproduce facilmente da seme, ma ha un aroma più debole e meno fine. Per un uso gastronomico di livello, nell’orto domestico conviene puntare sul dragoncello francese, da proteggere un minimo in inverno nelle zone più fredde.
Quando e come piantare il dragoncello a maggio
A maggio, con le temperature ormai miti e i rischi di gelate terminati, puoi procedere alla messa a dimora del dragoncello. In piena terra scegli un’aiuola ben drenata, lavorando il terreno in profondità e arricchendolo con compost maturo. Metti le piantine distanziate di circa 30-40 cm, così da permettere un buon sviluppo del cespo. In vaso utilizza contenitori profondi almeno 25-30 cm, con fori sul fondo e uno strato di argilla espansa per facilitare il drenaggio. Il trapianto va fatto preferibilmente nelle ore fresche della giornata, irrigando subito dopo per favorire l’attecchimento.
Esposizione, irrigazioni e cure colturali
Il dragoncello in vaso e nell’orto predilige un’esposizione in pieno sole o mezz’ombra luminosa, soprattutto nelle regioni molto calde, dove qualche ora di ombra pomeridiana è benvenuta. Teme i ristagni idrici: innaffia con regolarità, ma solo quando il terreno risulta asciutto in superficie. In vaso controlla che l’acqua non resti nel sottovaso. Una leggera concimazione organica in primavera è sufficiente; evita concimi troppo azotati che rendono la pianta più tenera e meno aromatica. Mantieni l’area attorno alle piante pulita dalle infestanti per ridurre la competizione e l’umidità eccessiva.
Potature, rinnovo delle piante e raccolta
Per avere un dragoncello sempre produttivo, è importante effettuare piccoli interventi di potatura. Durante la stagione vegetativa taglia regolarmente gli steli più lunghi per stimolare la formazione di nuovi getti laterali. Elimina i fiori non appena compaiono, così la pianta concentra le energie sulle foglie, che sono la parte più aromatica. Dopo 3-4 anni il cespo tende a indebolirsi: in primavera puoi dividere la pianta, ripiantando le porzioni più vigorose. La raccolta del dragoncello avviene preferibilmente al mattino, prelevando le sommità tenere; in piena stagione puoi recidere fino a un terzo della pianta per volta senza danneggiarla.
Come usare il dragoncello in cucina e conservarlo
Il dragoncello fresco è protagonista di salse classiche come la béarnaise, ma è straordinario anche per aromatizzare aceti, burro alle erbe, frittate, pollo al forno e piatti di pesce. Il suo aroma è delicato: aggiungilo a fine cottura per non disperdere i profumi. Per conservarlo puoi essiccare i rametti in luogo ombreggiato e ventilato, oppure surgelare le foglie tritate in piccoli contenitori o in cubetti di ghiaccio con un filo d’acqua o olio. Interessante anche il dragoncello sott’aceto, ideale per insaporire insalate e marinature leggere.
Coltivare il dragoncello nell’orto e in vaso è semplice e molto gratificante: con poche cure mirate su esposizione, irrigazione e potature, potrai godere per tutta la bella stagione di un’aromatica raffinata e versatile in cucina. Che tu abbia un grande orto o un piccolo balcone, questa pianta si adatta bene e trasforma i tuoi piatti di tutti i giorni in ricette da vero chef.











