Organizzare l’orto di febbraio in serra fredda è il modo migliore per anticipare la stagione e garantirsi raccolti precoci. In questo periodo l’attenzione va soprattutto alle piante da radice e ai legumi, ortaggi rustici che sopportano bene le temperature ancora basse. Una corretta programmazione delle semine, unita alla gestione di umidità e ricambi d’aria, permette di sfruttare al massimo lo spazio protetto, impostando fin da ora un ciclo colturale efficiente.
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Radici e legumi ideali per la serra fredda di febbraio
In una serra fredda di fine inverno conviene puntare su specie resistenti e a ciclo relativamente rapido. Tra le radici si possono seminare carote primaverili, ravanelli, rape e scorzobianca, scegliendo varietà adatte alle basse temperature. Sul fronte dei legumi, febbraio è un buon momento per piselli mangiatutto e nani, fave precoci e, nelle zone più miti, per una prima semina di lupini da sovescio. È importante utilizzare sementi di qualità e, dove possibile, varietà locali selezionate per la coltivazione in tunnel o sotto protezione.
Organizzare i letti di semina e gli spazi
Per sfruttare al meglio la superficie della serra, conviene suddividere l’area in letti rialzati o aiuole larghe 80–100 cm, facilmente raggiungibili dai camminamenti. Le radici amano terreni profondi e soffici: è utile lavorare il suolo in autunno e completare ora con una leggera vangatura e rastrellatura per rompere le zolle. I legumi, meno esigenti, possono occupare i bordi o zone dove il terreno è stato meno lavorato, purché ben drenato. Una buona strategia è alternare letti dedicati alle radici e letti dedicati ai legumi, lasciando spazi liberi per i trapianti primaverili di solanacee e cucurbitacee.
Gestione di umidità, irrigazione e ventilazione
In serra fredda il rischio non è solo il freddo, ma anche l’eccesso di umidità, che favorisce marciumi e funghi. Meglio irrigare al mattino, con annaffiature moderate ma regolari, evitando di bagnare eccessivamente il terreno delle radici più sensibili. Fondamentale è la ventilazione: nelle giornate soleggiate, anche se fredde, aprire porte o finestre della serra per far circolare l’aria e far uscire la condensa. Un terreno ben drenato, arricchito con sabbia o compost maturo, aiuta a evitare ristagni, mentre la pacciamatura leggera con foglie secche o paglia fine mantiene più stabile l’umidità.
Coperture aggiuntive per le notti fredde
Quando le temperature scendono sotto lo zero, la sola serra fredda può non bastare. In queste situazioni è utile ricorrere a coperture aggiuntive interne, come teli di tessuto non tessuto (TNT) appoggiati su archetti leggeri sopra le file seminate. Questo crea un doppio schermo che può guadagnare 2–3 °C, sufficiente a proteggere giovani plantule di piselli, carote e ravanelli. In caso di gelate forti si possono aggiungere bottiglie d’acqua scura che accumulano calore di giorno e lo cedono di notte. Importante scoprire al mattino per evitare surriscaldamenti e mantenere le piante robuste.
Rotazioni colturali per sfruttare lo spazio protetto
Una corretta rotazione colturale in serra è essenziale per prevenire malattie e sfruttare al meglio la fertilità del suolo. I legumi arricchiscono il terreno di azoto grazie ai batteri simbionti sulle radici, perciò dopo piselli e fave è ideale coltivare specie esigenti come pomodori, peperoni o cavoli. Le radici, invece, preferiscono terreni non appena concimati con letame fresco; è meglio farle seguire a colture da foglia o a legumi piuttosto che precederle. Tenere un semplice schema scritto delle rotazioni di serra anno per anno aiuta a non ripetere la stessa famiglia botanica sempre nello stesso letto, riducendo problemi di parassiti e carenze nutritive.
Impostare l’orto di fine inverno in serra fredda puntando su radici e legumi significa programmare con cura specie, spazi e tempi di semina, senza trascurare la gestione di umidità, aria e protezioni notturne. Con letti ben organizzati, coperture interne nei periodi più rigidi e rotazioni colturali ragionate, la serra diventa un vero motore della stagione orticola, capace di offrire raccolti sani e precoci e di preparare il terreno alle colture primaverili più esigenti.











