Il Pachypodium lamerei, noto come palma del Madagascar, è una succulenta spettacolare per terrazzi e balconi soleggiati. Il fusto grigio e spinoso, sormontato da un ciuffo di foglie lucide, ricorda una piccola palma esotica ma con le esigenze di una pianta grassa: tanta luce, pochissima acqua e un buon drenaggio. Vediamo come coltivarla in vaso mantenendola sana, compatta e decorativa tutto l’anno.
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Caratteristiche della “palma Madagascar”
Il Pachypodium lamerei appartiene alla famiglia delle Apocynaceae ed è una succulenta a fusto caudiciforme: il tronco si ingrossa per accumulare acqua, è ricoperto di spine robuste e porta in cima un ciuffo di foglie lunghe e strette. In condizioni ideali può superare i 2 metri in vaso, ma cresce piuttosto lentamente. In climi caldi produce anche fiori bianchi profumati, simili a quelli del frangipani. È una pianta perfetta per terrazzi cittadini esposti al sole, dove crea un effetto tropicale con poche cure, a patto di rispettare le sue esigenze di base.
Esposizione in terrazzo e temperature ideali
La “palma Madagascar” ama il pieno sole: sul terrazzo va collocata nella zona più luminosa, preferibilmente esposta a sud o sud-ovest. Una buona regola è garantirle almeno 5-6 ore di luce diretta al giorno. Se arriva dal vivaio o da un interno poco illuminato, è bene abituarla gradualmente al sole per evitare scottature: prima mezz’ombra per una settimana, poi esposizione piena. In estate sopporta tranquillamente il caldo intenso, purché il terreno sia ben drenato. In inverno, invece, teme il freddo sotto i 5-7 °C: nei climi del Nord va spostata in una veranda luminosa o in casa, vicino a una finestra molto soleggiata.
Terriccio drenante e scelta del vaso
Per coltivare il Pachypodium lamerei in vaso è fondamentale un substrato estremamente drenante, che non trattenga acqua a lungo. L’ideale è un mix composto da circa metà terriccio universale leggero e metà inerte (pomice, lapillo vulcanico o ghiaia fine). Sul fondo del contenitore disponi sempre uno spesso strato di argilla espansa per favorire il deflusso dell’acqua. Il vaso deve avere fori generosi e può essere in terracotta, che asciuga più rapidamente, o in plastica spessa se il terrazzo è molto ventoso. Rinvaso ogni 2-3 anni, a fine primavera, scegliendo un vaso solo leggermente più grande per non stimolare eccessivamente lo sviluppo in altezza.
Irrigazione: poca acqua, ma nel momento giusto
Essendo una succulenta, la “palma Madagascar” teme molto più i ristagni idrici che la sete. In primavera-estate bagna solo quando il terriccio è completamente asciutto in profondità: in genere ogni 10-15 giorni, ma la frequenza varia in base al clima e all’esposizione. Quando irrighi, bagna abbondantemente e lascia scolare l’eccesso dal sottovaso, che va sempre svuotato. In autunno riduci gradualmente le annaffiature fino a sospenderle quasi del tutto in inverno, soprattutto se la pianta riposa in ambiente fresco e luminoso. Un eccesso d’acqua si riconosce da foglie molli, ingiallimenti e marciumi alla base.
Gestione invernale, concimazione e potatura
Durante l’inverno il Pachypodium lamerei entra in riposo: perde molte foglie e resta per mesi quasi “nudo”, ma non è un problema. Mantienilo in un ambiente luminoso, con temperature sopra i 10 °C e substrato quasi asciutto. In primavera, al risveglio vegetativo, puoi iniziare una concimazione leggera ogni 4-6 settimane con un fertilizzante per cactus e succulente, povero di azoto e ricco di potassio, fino a fine estate. Non necessita di potature vere e proprie: ci si limita a eliminare foglie secche e parti danneggiate con attrezzi puliti, facendo attenzione alle spine. Un’esposizione stabile e tanta luce aiutano a mantenere la pianta compatta e non eccessivamente slanciata.
Il Pachypodium lamerei è una scelta perfetta per portare un tocco esotico sul terrazzo con poche cure: sole abbondante, vaso drenante e irrigazioni parsimoniose sono le chiavi per il successo. Proteggendolo dal freddo invernale e controllando sempre il drenaggio, questa finta palma resterà per anni una presenza scenografica, robusta e facile da gestire anche per chi ha poca esperienza con le piante grasse.











